I villaggi dell’età del Bronzo erano costituiti da capanne circolari, con muri in pietra e coperture coniche in pali lignei e frasche. Nell’età del Ferro, si assiste ad un cambiamento delle architetture domestiche, con case complesse costruite in pietra e mattoni di fango, formate da ambienti disposti attorno ad un cortile centrale. A Genna Maria il villaggio è composto da circa 40 vani e i materiali archeologici rinvenuti al loro interno descrivono un utilizzo degli spazi per le varie funzioni della vita quotidiana come la cucina, la dispensa, lo spazio per dormire. In vari ambienti del villaggio si possono visionare diversi bacili in pietra e aree per l’accensione del fuoco, si tratta di spazi comunitari utilizzati per le varie attività di sussistenza. Gli scavi archeologici hanno permesso anche il recupero di semi carbonizzati di orzo, grano e acini d’uva che dimostrano, assieme ai resti ossei di animali domestici e selvatici, oltre a molluschi marini, una dieta completa e variegata. Il complesso dei reperti rinvenuti in questi ambienti è costituito da tutte le suppellettili in ceramica, in pietra e in metallo, utili alle attività di tutti i giorni. Si suppone che il villaggio di Genna Maria potesse ospitare fino a cinque famiglie di circa dieci persone.
Ascolta la descrizione audio di questo contenuto
